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PALAZZO DEI GOVERNATORI

Il palazzo dei Governatori fu costruito all’inizio del XIV secolo, quale sede del Podestà, e rimaneggiato nel 1579 per volere del governatore Nicolò Benni, che vi pose la sede del Governatorato. Lo ricorda nel portale laterale, sotto il portico, un’epigrafe, dove si legge: NICOLAUS BENNIUS BONO. GUB. UT PERPETUO BENEVOLENTIA POPOLO VISSANO TESTARETUR PORTICU HANC COSTRUENDAM CURAVIT MDCXXIX

Il palazzo dei Governatori fu costruito all’inizio del XIV secolo, quale sede del Podestà, e rimaneggiato nel 1579 per volere del governatore Nicolò Benni, che vi pose la sede del Governatorato. Lo ricorda nel portale laterale, sotto il portico, un’epigrafe, dove si legge: NICOLAUS BENNIUS BONO. GUB. UT PERPETUO BENEVOLENTIA POPOLO VISSANO TESTARETUR PORTICU HANC COSTRUENDAM CURAVIT MDCXXIX Contemporaneamente, sotto lo stesso portico, fu costruita la cappella si S. Nicola per i carcerati. Lo indica la scritta nell’architrave della porta al centro : “Divinae Mariae Sancto Nicolao Dicatum MDCXXIX”, dove è anche lo stemma del vescovo di Spoleto Fulvio Orsini che dette il permesso (fiore, bande diagonali e serpentello ). Nel portico sono gli ingressi degli uffici della Pro – Loco. Sulle arcate del portico si notano stemmi di un pontefice, di un governatore della città e di altre personalità. Sull’arco laterale di destra è lo stemma delle famiglie Savelli – Orsini (due leoni , colomba e monti); sullo spigolo di sinistra quello del vescono Mariano Savelli (due leono, colomba e serpentello), governatore di Camerino, il quale, nel 1560, come ricorda l’epigrafe sul lato destro, fece fare alcuni restauri del palazzo in parte distrutto, forse a causa del terremoto. MARIANI SABELLI EPI AUGUBINI AUSPI – CIIS ET LIBERALI TATE AEDES HEAC PENE DIRUTAE INSTAURATAE FUERE ANN. DNI MDLX Sul primo arco della facciata lo scudo reca l’augurio che la costruzione del palazzo porti sicurezza “Omnia tuta vides”, segue, sul secondo arco, lo stemma del pontefice S. Pio V ( scudo con cinque bande diagonali), che istituì la Prefettura di montagna. Nel terzo arco è lo stemma della sede vacante dopo la morte di Gregorio XIII (1585): drago chimerico con chiavi decussate e ombrello basilicale. Nel quarto arco vediamo lo scudo del già citato Nicolò Benni nominato Governatore da Gregorio XIII. Nel quinto arco lo stemma di Visso. Sulla facciata del palazzo notiamo anche una bifora romanica con elegante colonnina, un mezzo arco ogivale del primitivo palazzo ed una lapide, la quale ricorda che fu governatore della città dal 1611 al 1613 Pietro Mazzarino, padre del celebre cardinale Giulio, reggitore per vari anni delle sorti di Francia, come primo ministro di Luigi XIII. Egli fece i primi studi nel seminario locale. PETRO MAZZARINO GUB. PATRIOC. OB. JISTITIAM INTEGRITATE PERITIAQUE MEMORANDA ADMINISTRATAM COMMUNE VISSANUM VOLENS LIBENSQUE POSUIT ANNO TERTIO SUI GUBERNI ( 1613) ( Al governatore e padre Pietro Mazzarino a ricordo della giustizia e integrità, amministrata con ammirabile capacità, il Comune di Visso grato con spontaneità 1613 terzo anno del suo governo, pose). Segue il portale bugnato ( fatto costruire dal Benni insieme alla scala d’ingresso), sormontato da tre stemmi di Gregorio XIII da vescovo, da pontefice e da cardinale. Sulla voluta in atto si legge: PERCUSSIS VITAM SERPENS DEDIT AENEUS OLIM SAXEUS EVASIT VIS TATEM EST EADEM Si allude al serpente di Mosè e al drago dei Boncompagni: “il serpente di bronzo ridette la vita ai colpiti, benché trasformato in pietra la virtù rimane la stessa”. Ai lati del portale è scritto GREGORIO XIII P. M. SUADENTE ANNO D NI MDLXXIX Sta per indicare che con il beneplacido di Gregorio XIII fu restaurato il palazzo e costruiti il portale, la scala di ingresso ai locali di rappresentanza ed i portici. Questo pontefice della famiglia Boncompagni originaria di Visso, concesse molti benefici alla città, elevandola a sede di Governatorato permanente e mandando al governato di essa illustri cittadini. Salendo le scale di fronte all’ingresso del salone di rappresentanza, vediamo un affresco di anonimo (1500) molto deteriorato, vi figura una Madonna con il Bambino ed in ginocchio S. Antonio Abate. Nel portale accanto è scritto il nome del podestà che lo fece aprire: “Caes Cot, Med. MDLXV”.

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